Un altro Catania, una diversa mentalità. La Samp è solo un bel ricordo, le molteplici occasioni da rete di domenica si trasformano in paura di prenderle, senza offendere, aggredire e combattere per quasi l’intero match. Tirare?? Boh, il Catania non sa più farlo, almeno per ottantanove minuti, fino al goal del definitivo 1-1.
Si parte tra lo sbigottimento per un undici iniziale strano, inusuale. Ne deriva una grande confusione tattica, l’inserimento a sorpresa di Biagianti e Sabato con il conseguente spostamento di Vargas nel tridente offensivo non vengono ricevuti al meglio dalla squadra: le geometrie sembrano non essere più omogenee, i ragazzi stentano a ritrovare se stessi e gli avversari, liberi in più di un’occasione di avanzare indisturbati palla al piede, mai pressati a sufficienza.
Baiocco cerca di riordinare le idee, Locatelli lo segue lui, non lo molla per quasi tutta la prima frazione di gioco. Eppure lo stesso giocatore a fine tempo arriva al tu per tu con Stovini che non esita a stenderlo: calcio di rigore ineccepibile e cartellino giallo per il numero 6 rossazzurro, anche questo giustissimo. Sul dischetto va Maccarrone, il tiro non è irresistibile, Polito è più che superlativo e salva lo 0-0 per la seconda volta. Pochi minuti prima era stato ancora Maccarrone a rendersi pericolosissimo con una girata da centro area, sventata proprio dal portierone etneo.
Si va negli spogliatoi scontenti per la prestazione dei ragazzi, convinti di una ripresa migliore, innovativa, ricca di modifiche.
Baldini la pensa allo stesso modo, nei primi otto minuti del secondo tempo ha già terminato tutti i cambi a disposizione: fuori Biagianti, Izco e Sabato, dentro Morimoto, Tedesco ed Edusei. Si torna all’originale 4-3-3, nulla si muove però, il Siena continua a fare la partita in lungo e in largo. Il Catania soffre, troppo; gli spettatori tremano, increduli, quasi ad imitare la traversa colpita da Codrea dai 25 metri. Polito era sulla traiettoria, difficile dire se ci sarebbe arrivato.
La gara tende ad innervosirsi, Bertotto e Vargas si strattonano fino ad alzare i gomiti, Morimoto si fa prendere dall’agonismo intervenendo in sforbiciata proprio su Bertotto, incredibilmente uscito con i suoi piedi a fine partita. L’arbitro grazia il giapponesino, ammonendolo e capendo l’intenzione non cattiva del giocatore.
Si va avanti con un possesso palla sterile del Siena, fino al goal di De Ceglie, entrato in campo da appena due minuti: è la prima rete in serie A, Polito non può opporsi al diagonale vincente, imparabile anche per l’eroe di giornata. E’ il 35 minuto.
Il sogno di portare a casa un pareggio sembra svanire, sia per il tempo che manca al termine del match e sia per la prestazione fin troppo deludente dei rossazzurri.
Ad un primo dal termine arriva il lampo, il tiro mancino sul quale il portiere avversario non può niente. E’ Vargas a siglare il suo primo goal in massima serie. La gioia diventa incontenibile, la sofferenza aumenta sempre più nel finale e dopo i 4’ di recupero l’ottimo Romeo manda tutti a fare la doccia.
Un punto d’oro per come è arrivato. Negativa la prestazione in se stessa, positivo pensare che anche nelle giornate storte si riesce a far risultato, soffrendo ma restando uniti in un gruppo solido e compatto.
Sesto risultato utile consecutivo, zona Uefa da condividere con il Napoli. L’obiettivo è un altro, ma sognare è possibile nel momento in cui questo resti tale non diventando illusione, inserendo delle pressioni inutili e deleterie.