MNT: "Inesperto io? Credo nei giocatori arrabbiati"
Il Catania ha un nuovo tecnico, il suo nome è Vincenzo Montella. Molti si ricorderanno dell'ex attaccante della Roma proprio per i suoi trascorsi da calciatore, per il goal segnato al Catania nel 7-0 dell'Olimpico, ma da allora ad oggi tempo ne è passato e, come nei destini più fulgidi, Montella è passato quasi per caso ex giocatore a tecnico dapprima dei Giovanissimi giallorossi quindi, per una serie di fortunate coincidenze, addirittura a guida della prima squadra.
Scopriamo più nel dettaglio, e della sua stessa voce, chi è il Vincenzo Montella allenatore, traendo spunto da un mix di dichiarazioni rese in conferenze stampa:
Anzitutto, domanda che ha travolto Giampaolo ed i suoi progetti la stagione scorsa, baserà il modulo sui giocatori o adatterà i giocatori al modulo?
“I giocatori migliori devono poter giocare nelle zone di campo dove riescono ad esprimere pienamente le loro qualità. In base a queste esigenze scelgo il modulo che più conviene, poi c'è da lavorare sulle due fasi, quella di possesso e di non possesso, ma ancor di più riservo cura alla fase di transizione, che significa saper passare nel minor tempo possibile da una fase di gioco all'altra. E' questo a fare la differenza.
Gestione dello spogliatoio. Reduce da un'esperienza complicata come quella trovata nell'ambiente giallorosso, nonché protagonista dall'altra parte della barricata per tante e tante stagioni, sa bene come muoversi e che parole usare con i suoi giocatori.
“Talvolta è meglio un carattere spigoloso che non sensibile. Con i giocatori è importante parlare, singolarmente, per far venir fuori le capacità umane e calcistiche d'ognuno di loro.
Personalità e responsabilità. Già nella sua parentesi romana, molti lo disegnavano come un semplice traghettatore, il sorvegliante dell'autogestione Totti. Ma in tal senso la presa di posizione è stata chiara, circa la figura che prenderà le decisioni e di queste se ne assumerà oneri ed onori.
“E' più difficile lasciar fuori dei ragazzini delle giovanili da una partita decisiva che non dei professionisti da una partita di campionato. Tutti dovranno accettare le mie scelte, con molta serenità. Bisogna scegliere una via, esser tutti d'accordo e portala avanti. Neanche vincendo tutte le partite un allenatore riuscirebbe ad aver l'unanimità mediatica e dentro lo spogliatoio. So a cosa vado incontro. L'obiettivo non è accontentare tutti ma scegliere bene.
Su quanto folgorante sia stata la sua ascesa come tecnico, ne è lui stesso consapevole, e non lo nasconde:
“Sinceramente il mio programma personale non era quello di approdare alla prima squadra, mi sono preso il mio tempo prima di accettare ma sono consapevole e sicuro delle mie scelte.
Fattore inesperienza. Era il tecnico con meno passato quando si sedette sulla panchina della Roma, allo stesso modo sarà il tecnico più “giovane”, in tutti i sensi, che siederà su quella del Catania.
“Metto a disposizione la mia serietà, la mia competenza, il mio impegno. Non mi interessa la voce della stampa, non mi sento un traghettatore, nel calcio le situazioni cambiano velocemente. Inesperienza? Ho molte più panchine io in serie A che non molti tecnici, ecco.. forse un po' d'esperienza ce l'ho, ma a differenza del passato andrò in panchina felice.
Gestione del ruolo del portiere, idee molto chiare:
“Il portiere deve essere sicuro del suo posto. Ne sceglierò uno, e quello giocherà.
E ritornando sulla gestione emozionale dello spogliatoio:
“Credo molto al giocatore che si arrabbia ma che non venga meno ai suoi doveri di professionista e non sia di disturbo ai compagni. Io ero uno di questi, quando ho smesso di incazzarmi ho capito che era tempo di smettere di giocare. Voglio che il giocatore abbia la voglia di prepararsi a vincere piuttosto che a vincere e basta, ciò significa anche lavorare, fare rinunce, ingoiare rospi etc.. Il malessere verso le scelte dell'allenatore deve trasformarsi in spirito di rivalsa, anche contro l'allenatore, ma il rispetto del tecnico e compagni non deve mai venir meno.
A chi si ispira Montella, in panchina? “Devo riuscire ad essere me stesso, puoi prendere tanto da tanti allenatori, ma se non sono cose alle quali non credi, che non fai tue, non riescono bene.
Quindi il suo modo di intender “far propria” la squadra:
“Allenare una squadra non significa farla propria, è e resterà sempre della società e dei tifosi. Per imporre un gioco mio, ci vorrà del tempo.
Sul rapporto contrastato col lui giocatore e Capello in panchina.
“Con Capello non c'è mai stato né amore né odio, rispettavo la sue scelte anche se talvolta sembrava il contrario. Donati(tecnico dell'Empoli, ndr) mi ha dato l'educazione sportiva nell'età critica.
E sul possibile incrocio con una squadra del cuore?
“Per quanto possa essere forte e professionale, una persona qualcosa del suo passato la porta sempre in campo.
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La 38^Giornata
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Bologna-Bari | 0-4 |
| Brescia-Fiorentina | 2-2 |
| Cagliari-Parma | 1-1 |
| INTER-CATANIA | 3-1 |
| Genoa-Cesena | 3-2 |
| Juventus-Napoli | 2-2 |
| Lecce-Lazio | 2-4 |
| Palermo-Chievo | 1-3 |
| Roma-Sampdoria | 3-1 |
| Udinese-Milan | 0-0 |
Classifica
| Squadra | Pt. |
|---|---|
| Milan | 82 |
| Inter | 76 |
| Napoli | 79 |
| Udinese | 66 |
| Lazio | 66 |
| Roma | 63 |
| Juventus | 58 |
| Palermo | 56 |
| Fiorentina | 51 |
| Genoa | 51 |
| Chievo | 46 |
| Parma | 46 |
| CATANIA | 46 |
| Cagliari | 45 |
| Cesena | 43 |
| Bologna | 42 |
| Lecce | 41 |
| Sampdoria | 36 |
| Brescia | 32 |
| Bari | 24 |










Commenti
Dissi fozza catania...
No capii... chi è ca dissi?
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