Rewind Salvezza: Ambiziosi prima, disperati poi
Cinque salvezze, preziose perché consecutive; dallo stesso valore di uno scudetto perché la serie A è il top del calcio, e non solo di quello italiano; perché conferma come Catania qualcosa che funziona, della quale andar convintamente orgogliosi ci sia; perché restare al vertice vale molto non solo per la società sportiva, ma anche per la società civile.
Complicata, quest'anno più degli altri, nonostante le premesse vedessero riconfermata la stessa rosa mostratasi in grado di correre a ritmo Champions nel girone di ritorno scorso; addirittura rafforzata. Il Catania più forte di sempre, dicevano dirigenza e giocatori stessi, pensiero comune anche tra i tifosi. Eppure qualcosa non ha funzionato.
Inizio
Il Catania comincia il suo cammino stentando in Coppa Italia, contro il Varese, ed alla prima di Campionato, al Bentegodi, perde dal dischetto contro il Chievo vanificando la rete del pareggio siglata da Ricchiuti, beniamino del nuovo tecnico, Giampaolo, almeno ad inizio stagione. A far le spese della sconfitta è Alvarez, che per aver causato ingenuamente il rigore, viene accantonato.
Otto punti non bastano
Le successive quattro uscite segnano punti a favore del nuovo corso tecnico, improntato al collettivo più che agli individualismi, alla costruzione di gioco più che all'improvvisazione agonistica. Arrivano due successi interni, contro Parma e Cesena, il pareggio di San Siro contro il Milan, e quello interno contro il Bologna. Ma proprio i mancati tre punti contro i felsinei, frutto di un gioco rinunciatario, pesano più degli otto punti consecutivi conquistati, nell'addensare le riserve dei tifosi sulla bontà delle scelte dell'allenatore.
Primi sinistri scricchiolii
Se i pareri dei tanti tifosi etnei siano elencabili come monito o concausa di quel che sarebbe accaduto di lì a poco, non è dato saperlo. Tant'è, dopo il deludente pareggio interno, il Catania perde inopinatamente a Lecce, senza abbozzare alcuna reazione al goal di Corvia, che pur lascia più d'un tempo al Catania per provare a raddrizzare la partita. Pareggio interno contro il lanciatissimo Napoli, sconfitta di misura a Marassi, contro il Genoa, quindi terzo pareggio interno consecutivo contro la Fiorentina in piena crisi. I rumori si trasformano nelle prime piccole contestazioni a tecnico e dirigenza.
Tempo di accuse
Maxi Lopez non segna, Antenucci non viene tenuto nella giusta considerazione così come Barrientos. Andujar non da' sicurezza, Capuano non è in stagione. Biagianti è l'ombra del giocatore visto lo scorso anno. Llama che fine ha fatto? e soprattutto: “Perché Gomez, Ricchiuti e Mascara non possono giocare insieme?” E dire che quando i tre giocano insieme il Catania non solo ingrana, ma segna e rischia anche di vincere. Domande ridondanti alle quali il tecnico risponde con “equilibrio”. Insomma, se il Catania si scopre rischia di prender goal perché gli attaccanti non sono disposti a sacrificarsi nei compiti assegnati loro dal tecnico, quindi meglio non scoprirsi. Per Catania, abituata al gioco offensivo, è una rivoluzione.. che diventa una rivoluzione popolare.
Ultimo sussulto
Al Massimino arriva l'Udinese, in piena crisi, e come fatto contro il Cesena, contro una bianconera, di notte, Maxi Lopez torna al goal che vale la vittoria. Aria pura per la classifica degli etnei, che a 14 punti vedono nuovamente vicina la soglia dell'Europa, traguardo malcelato dalla stessa dirigenza in quel suo voler “alzare l'asticella” mormorato più volte in sede di mercato e ritiro, nonostante i piani ufficiali prevedessero sempre e comunque la salvezza. Ma il pubblico crede e vuole qualcosa di più, che però non arriva: la sconfitta 3-1 nel derby viene solo parzialmente compensata dalla vittoria allo scadere, in inferiorità numerica, contro il Bari. Finché vince, il Catania di Giampaolo non convince ma tiene a bada le critiche, quando però inizia a perdere, tutto va a rotoli.
Guerra intestina
Giampaolo sa di non aver imboccato la strada più agevole nel tentativo di trapiantare, in una squadra abituata fino ad allora sempre e solo a lottar a testa bassa, un'identità nuova, di squadra con un'impostazione ed un ordine di gioco costante, ben definito. Il trapianto infatti non riesce, e dopo il pareggio con vittoria sfiorata all'Olimpico, contro la Lazio, arriva la crisi di rigetto: sconfitta interna contro la Juventus, quindi la capitolazione, a Cagliari. Il 3-0 del S.Elia apre nello spogliatoio la crepa delle polemiche, gli attaccanti criticano i difensori, come fossero “prediletti da Giampaolo”, i difensori criticano gli attaccanti, come fossero “i guastatori ammutinati”. Sembra di assistere ad un tutti contro tutti, ed è in questo clima che esplodono le prime feroci critiche all'operato dall'addì Lo Monaco ed alla truppa argentina, additata d'esser foriera, per la sua presunta svogliatezza, di tutti i mali della squadra: dall'astinenza di goal all'incapacità di far risultato in trasferta.
Ultima difesa
Il Catania difende le sue scelte, conferma la fiducia a Giampaolo e prova a scuotere la squadra. La vittoria interna di misura, 1-0, contro il Brescia, congeda tutti per le feste natalizie con un'aura di armonia ritrovata, ma è solo un'illusione che sparisce con l'anno nuovo. Contro la Roma due reti in fuorigioco dei giallorossi negano punti fondamentali per morale e classifica, quindi la sconfitta casalinga contro l'Inter segna l'ultimatum. Vincere contro il Chievo Verona, ed invece arriva l'ennesimo deludente pareggio in cui il Catania oltre che fiacco, fisicamente a terra, si dimostra per l'ennesima volta rinunciatario. Giampaolo difende le sue scelte, i suoi collaboratori, ma dopo poche ore la dirigenza decide di imprimere una scossa decisa: esonerato Giampaolo.
Continua..
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La 36^Giornata
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Palermo-Bari | 2-1 |
| Roma-Milan | 0-0 |
| Bologna-Parma | 0-0 |
| BRESCIA-CATANIA | 1-2 |
| Cagliari-Cesena | 0-2 |
| Inter-Fiorentina | 3-1 |
| Lecce-Napoli | 2-1 |
| Udinese-Lazio | 2-1 |
| Genoa-Sampdoria | - |
| Juventus-Chievo | - |
Prossimo Turno
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Palermo-Bari | - |
| Roma-Milan | - |
| Bologna-Parma | - |
| BRESCIA-CATANIA | - |
| Cagliari-Cesena | - |
| Inter-Fiorentina | - |
| Lecce-Napoli | - |
| Palermo-Bari | - |
| Genoa-Sampdoria | - |
| Juventus-Chievo | - |
Classifica
| Squadra | Pt. |
|---|---|
| Milan | 78 |
| Inter | 72 |
| Napoli | 68 |
| Udinese | 62 |
| Roma | 60 |
| Lazio | 60 |
| Juventus* | 56 |
| Palermo | 53 |
| Fiorentina | 49 |
| Genoa* | 45 |
| Cagliari | 44 |
| CATANIA | 43 |
| Chievo* | 42 |
| Parma | 44 |
| Bologna | 41 |
| Cesena | 40 |
| Lecce | 38 |
| Sampdoria* | 36 |
| Brescia | 31 |
| Bari | 21 |









