| Dal 20 Giugno 2002 lo stadio di Catania è intestato
al compianto presidente Angelo Massimino, scomparso
quattro anni prima in un incidente automobilistico
sullautostrada per Palermo mentre andava a
sollecitare contributi pubblici per risollevare
le sorti del calcio a Catania. Nonostante la stima
e laffetto per Massimino, per molti tifosi
catanesi e non il terreno di gioco
degli etnei rimane maggiormente conosciuto come
Cibali, forse anche per via della celebre espresione
(clamoroso al Cibali!) usata dal radiocronista Sandro
Ciotti ogni qualvolta una grande del Nord perdeva
punti a Catania e ormai entrata quasi nel patrimonio
lessicale anche di chi, magari, in uno stadio non
ha mai messo piede.
Sotto lEtna, il calcio arrivò comunque
assai prima, nei primissimi anni del Novecento, con
le accese sfide improvvisate nel piazzale del Giardino
Bellini contro gli equipaggi delle navi inglesi di
passaggio, come del resto accadeva in buona parte
delle città portuali non solo italiane. Anche
la prima partita ufficiale documentata sapeva di mare.
Ebbe luogo il 30 Giugno 1909 e fu un entusiasmante
pareggio per 1 a 1 tra la Pro Patria, la prima squadra
etnea fondata lanno prima, e una rappresentativa
militare della corazzata Regina Margherita. Poco dopo
il termine del primo conflitto mondiale lAmministrazione
Comunale catanese diede inizio ai lavori di costruzione
del campo sportivo di Piazza Esposizione, la vecchia
Piazza dArmi oggi intitolata a Giovanni Verga
dove si trova lattuale sede della società.
Limpianto era dotato di due tribune in legno
ed aveva un capienza di circa 5.000 posti. Il nuovo
stadio Cibali venne realizzato soltanto diversi anni
dopo e fu inaugurato il 28 Novembre del 1937 con una
gara che vide di il Catania, allora denominato Associazione
Fascista Calcio Catania, prevalere sul Foggia per
1-0. Limpianto aveva una capienza al tempo di
circa 20.000 posti e fu realizzato su progetto dallarchitetto
Raffaele Leone per conto della ditta di proprietà
dellingegnere Antonio Ferro su una vasta area
di 53.000 mq. La struttura, interamente realizzata
in ferro e legno, presentava originariamente soltanto
due tribune contrapposte, disposte lungo i bordi lunghi
del terreno di gioco che, privo di erba, misurava
110 metri X 70 come prevedevano gli standard internazionali
di allora ed era orientato in modo che il sole non
infastidisse mai i giocatori. Venne realizzata anche
una pista di atletica lunga 450 metri e diverse strutture
per altre discipline, tra cui un campo da pallacanestro
ed uno da tennis. Grazie a Gianni Naso, allora presidente
provinciale del CONI ed unico sopravvissuto tra i
fondatori del Catania, il Cibali venne ristrutturato
nel 1950, ma solo nel 1982 con la squadra prossima
al ritorno in serie A venne realizzata la Curva
Sud e fu coperta la Tribuna A. I nuovi lavori che
seguirono nel 1991 e, in occasione delle Universiadi
di atletica leggera, nel 1997 definirono ulteriormente
la conformazione degli spalti che oggi si presentano
suddivisi nei quattro settori (due di curva, due di
tribuna) che formano i due anelli della struttura
ovale dello stadio Massimino, capiente complessivamente
21.000 posti. La tribuna A, interamente coperta, è
stata dotata di seggiolini di colore rosso e azzurro
che richiamano i colori della città e della
squadra, possiede sedici postazioni radio ed una sala
stampa moderna e funzionale per ospitare gli addetti
ai lavori, oltre che alcune palestre ed altri servizi
ricavati allinterno. Sul fronte opposto, la
vecchia tribuna B è stata completamente ricostruita
e dotata di un ascensore per favorire l'accesso ai
portatori di handicap. In Curva Nord, sul lato vicino
alla tribuna B, è stata ricavata una sorta
di gabbia destinata ad ospitare le tifoserie avversarie
che affrontano lostica trasferta di Catania.
La curva Sud, riservata alla caldissima tifoseria
di casa non è stata ristrutturata di recente,
ma può contare sulla suggestiva veduta frontale
dellEtna. Lo stadio Cibali, che ha ospitato
per la prima volta una gara della nazionale italiana
soltanto nel 1998 (il 28 gennaio, contro la Slovacchia,
superata per 3 a 0 in amichevole con diversi debuttanti
in azzurro), sorge in una zona centrale della città
e, quando il Catania gioca in casa, lintera
zona limitrofa viene chiusa al traffico con il vecchio
parcheggio utilizzato come punto di ritrovo della
tifoseria, tra bar, chioschi, bancarelle e punti di
ristoro improvvisati.
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