Catania fuori dai playoff. Determinanti gli errori commessi in campionato

Fonte: CalcioCatania.it
Marco Di Mauro

Alla fine, a determinare l’eliminazione del Calcio Catania dai play off sono stati propri i demeriti maturati nel corso della stagione. Quelli che li hanno visti chiudere il torneo all’undicesimo posto, invece che al sesto posto (come programmato dalla dirigenza). Gli stessi che hanno determinato l’abbinamento con la Juve Stabia. I gialloblu non hanno sfruttato né il fattore campo né circa un’ora giocata in superiorità numerica, ma il vantaggio di avere due risultati utili su tre per superare la prima fase. È così che lo 0-0 finale elimina i rossazzurri, penalizzati dalla prestazione di Parisi e poco propositivi soprattutto in parità numerica.

La prima occasione è per la Juve Stabia, all’ottavo minuto. Kanoute, da posizione laterale, conclude verso la porta trovando l’involontaria deviazione di un compagno. Il pallone finisce a lato. «Siamo troppo timidi», urla Giovanni Pulvirenti a Mazzarani. L’allenatore del Catania non è contento, affatto, dell’atteggiamento dei suoi. Eppure, in settimana, s’era tanto parlato proprio della necessità di lavorare perché la squadra mostrasse un approccio caratteriale ben diverso rispetto a quello mostrato finora, specie in trasferta. Le difficoltà della squadra, però, paiono però anche altre. Al 15esimo, Ripa, il cannoniere dei padroni di casa, è libero di colpire di testa nel cuore dell’area di rigore, senza marcature. Altro brivido per Pisseri, col pallone che manca di poco la porta.

«Non mi piace questo atteggiamento. Voglio che giochiate palla a terra e che non buttiate via il pallone». Poco dopo avere nuovamente rimproverato i suoi dalla panchina, Pulvirenti se la prende col quarto uomo lamentando un contatto da rigore su Mazzarani. A parte l’ammonizione rimediata da Parisi, per fallo ravvisato dall’arbitro su Lisi, non c’è traccia del Catania nei primi 20 minuti di gara. Le difficoltà del terzino destro nel contenere l’esterno gialloblu, prevedibili, non sono prese nella giusta considerazione. Al 29esimo, 13 minuti dopo il primo cartellino, arriva il rosso per il secondo intervento su Lisi. Proteste a parte, Pulvirenti decide di affrontare l’inferiorità numerica arretrando Di Grazia invece di privarsi di un attaccante per far entrare un difensore.

Sul momento, la Juve Stabia non riesce a capitalizzare il vantaggio. L’unica azione pericolosa creata termina col colpo di testa di Morero, facilmente parato da Pisseri. Quando mancano 5′ alla fine del primo tempo, Pulvirenti ritorna sulla sua decisione. Fa uscire Di Grazia, mantenendo in campo il giovanissimo Manneh, per fare spazio in campo al terzino destro De Rossi. Nonostante la difesa riportata a quattro, al 43esimo Ripa cerca e trova lo spazio per una sforbiciata volante in area, che porta Pisseri alla prima parata determinante dell’incontro. La superiorità territoriale e numerica della Juve Stabia, a fine primo tempo, non porta frutti. Ma il pareggio è un risultato comunque utile ai padroni di casa, così virtualmente qualificati alla seconda fase di play off.

«Bisogna sfruttare meglio i calci da fermo». Questa la prima indicazione dell’allenatore del Catania una volta iniziato il secondo tempo. Ma i rossazzurri, per tutto il campionato poco efficaci sui tiri da fermo, non riescono a trovare spazi e movimenti giusti per impensierire la retroguardia gialloblu. Al 50esimo nuovo tentativo della Juve Stabia, con un tiro centrale di Capodaglio che, scoccato dalla distanza, viene bloccato da Pisseri. Ciò non basta a soddisfare Carboni, che rimprovera ai suoi di un atteggiamento poco votato a cercare la vittoria. Più silenziosa ma pure più clamorosa, è la bocciatura che Pulvirenti commina a Pozzebon. Il centravanti “principe”, in astinenza dal gol da più di dieci partite, viene sostituito al 60esimo col giovane Barisic.

Col passare dei minuti la Juve Stabia sembra perdere forze e campo. De Rossi, a differenza di Parisi, riesce a contenere Lisi annullandolo quasi del tutto. Manneh guida le ripartenze ed è l’uomo in più in fase di copertura. La superiorità numerica continua a non emergere e a non fare la differenza. Il pareggio, sul quale la partita pare assestarsi, resta un risultato inutile per i rossazzurri che però dimostrano di essere vivi e in agguato. Al 24esimo, grazie a un pallone recuperato da Manneh, Djordjevic va vicino al “gol della domenica”. Da posizione esterna colpisce il pallone dandogli un effetto a rientrare che lo porta a sfiorare la traversa, con Russo immobile. Lo stesso difensore, pochi minuti dopo, anticipa Kanoute togliendo all’attaccante il pallone del sicuro 1-0. Nell’occasione il calciatore gialloblu si infortuna. Al suo posto entra Cutolo.

Il poco pubblico presente al Menti, circa 3000 unità, comincia a fischiare i tentativi del Catania di spingersi in avanti. Il pareggio non è un risultato che dà sicurezza. Quando mancano dieci minuti minuti dalla fine, il Catania – capace di mantenere la sfida in equilibrio nonostante l’inferiorità numerica - è però chiamato a giocarsi il tutto per tutto in una gara in cui non ha più nulla da perdere. Pulvirenti sostituisce un centrocampista, Scoppa, con un attaccante, Tavares. Nonostante il Catania si sbilanci in avanti, portando anche Pisseri in zona avanzata, il risultato non si sblocca. Bucolo salva sulla linea la deviazione a porta vuota di Ripa. Terminati i 4′ di recupero, a risultare determinante per l’eliminazione dei rossazzurri è la classifica avulsa, frutto di una stagione conclusa ben al di sotto delle potenzialità del gruppo e delle aspettative da questo alimentate.