Per un giocatore andare al Genoa Cricket and Football Club è un po’ come per un allenatore essere alle dipendenze di Zamparini. Non lo dico io, lo dicono i fatti. Il Genoa, soprattutto negli ultimi anni è diventato infatti un autentico porto di mare, dove chi c’era ieri non c’è oggi, e chi c’è oggi di sicuro non ci sarà domani. Ripeto, lo dicono i fatti: 61 movimenti totali nella sessione estiva del calcio-mercato 2011-12 (22 in entrata, 39 in uscita), 38 a gennaio 2012, 62 nella sessione dell’anno seguente (19 entrate, ben 43 in uscita), 16 tra ingressi e uscite a gennaio 2013, già 22 movimenti nella sessione odierna. Totale: 199 movimenti di mercato in appena due anni, senza contare gli ingressi e le uscite del settore giovanile.
E pure, c’è chi ancora sogna la stabilità a Genova. Parliamo di Lodi, non contato (ancora) in quei 199 movimenti di mercato, ma pronto ad approdare nel “porto di mare” per eccellenza del campionato italiano. In cerca di stabilità, anche lui. Una volta valeva il motto “uomo avvisato, mezzo salvato”, ma qui, nonostante ben 199 avvisi, gli uomini non provono neanche a salvarsi, cedendo di schianto alle lusinghe dei giochi di Preziosi.
Cosa spinge uomini di tutte le nazionalità a cedere ai canti delle sirene di “Achille” Preziosi? Difficile da capire. Milioni? No, non ci sono contratti così tanto milionari come quelli a disposizione degli sceicchi del calcio mondiale (Psg, Malaga, Monaco, in testa). Promesse? Sì, forse, ma quali? Ti prometto un contratto più che buono per più anni per poi mandarti da qualche altra parte? Può essere anche ciò, ma non abbiamo le prove provate. Preferiamo pensare che al Genoa ci si va perchè il capuologo ligure è una bella città, si vive bene e magari si hanno meno problemi che altrove. O meglio, ci illudiamo che sia questa la motivazione per non farci altri filmini immaginari in testa.
Lodi, uno che a Catania consideravamo quasi come l’icona Totti alla Roma. Lodi, un altro che preferisce cedere più che restare. Sì, ma con quale progetto va a Genova? Difficile da capire. La squadra si salva a mala pena, ha i tifosi (giustamente!) sul piede di guerra, non ha un gruppo di giocatori stabile (escludendo capitan Rossi, tutti hanno un anno o poco più di permanenza a Genova sulle spalle), ed è diventata negli anni una sorta di succursale delle grandi, Milan in testa (vedi “casi” El Shaarawy, Boateng, Constant, Merkel, Acerbi). Lodi al Genoa ritroverà un’altra nostra bandiera, Giovanni Marchese, anche lui caduto nella rete dei giochi di Preziosi. Contento lui, ma temiamo che anche il buon Giovanni si sia sbagliato di grosso a preferire la stabilità di Catania a qualche mila euro in più.
E così un altro dei nostri se ne va. Si dirà: “io tifo solo la maglia”. Sì certo ok, quello sempre. Ma a me, il coro “Lodi, Lodi, Lodi” quando l’arbitro fischiava un calcio di punizione dal limite a nostro favore, mi mancherà un bel po’.




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Articolo del: 6 luglio 2013, a cura di: Diego Vitale