La guerra degli asini volanti

Articolo del: 24 luglio 2012, a cura di:

Non c’è alcun negozio quando oltre all’acquirente manca anche il venditore. O no? Bene, e se negozio non c’è, non essendoci nulla da contendere, come può mai esserci contesa? Il ragionamento è pacifico! Eppure non si spiega perché, quando Catania parla, e tale ragionamento difende, Genoa risponda mulinando la parola guerra. Ma guerra per cosa? Guerra contro chi? E’ la guerra di chi?

Lo sai che.. adesso sento pure io puzza di bruciato? Già, che se Catania ride e Genoa brucia, se una scintilla qui, fa fuoco e fiamme lì, mi sa che la coda di paglia di qualche asinello volante deve esser lunga, ma proprio lunga. E quanto fumo che fa! Caspita, come se a rabbuiare il cielo del Grifone, e l’animo di chi lì sotto vive, non bastassero le nubi scure, cariche di indagini e sospetti.

Come brucia..! Ma no che non può esser solo paglia! L’odore è quello della bugia, che tuttavia somiglia a quello della follia. Delle due l’una, ma una qualcosa sotto, che prima si sospettava (malignamente) potesse esserci, sotto questa lunga coda di paglia adesso è chiaro: c’è! Deve esserci per fomentare così alte le fiamme, ed anzi deve esserci rimasta nascosta da tempo.

Conflitto di attribuzione, o semplice “distrazione”? Una parola di troppo, o una squadra, di troppo? Questione di soldi, o questione di tempo? Non interessa! Non interessa al Catania, che ha trovato pace ed è andato avanti. Dovrebbe interessare molto più a chi, volando a Genoa, ha portato con sé la guerra scatenata a Catania, e che ancora oggi non trova pace, e brucia ancora.

E dire che sarebbero bastati cinque minuti per sgombrare il cielo dalle nubi, le menti dai sospetti e l’anima dalle fiamme. Cinque minuti, quelli che Genoa ha detto gli sarebbero stati sufficienti per rinnovar un contratto, un contratto importante “per il Catania”, ma che nonostante abbia lavorato, come promesso, fino all’ultimo istante “per il Catania”(anche in Argentina), non ha mai trovato.

Resta scritto che “a Catania” ha fatto tanto, ma se “per il Catania” non ha fatto tutto quanto, fino in fondo, il resto, “per chi” l’ha fatto? Non vale la pena immaginarlo, figuriamoci saperlo! In due mesi si è avuta prova di quanto certe risposte, come certe persone, pur importanti non fossero poi indispensabili (come credevamo, come credevano) alla nostra sopravvivenza.. serena e pacifica.

Sono ancora fuoco e fiamme, ma non più qui. E mentre Catania, sotto un cielo di nuovo terso, torna a ridere e scherzare, Genoa continua a combatter una guerra che non è “persa in partenza”, ma finita da tempo.. senza vincitori né vinti. Ostinarsi a combattere? Manifesta solo l’incapacità di sopravvivere senza un nemico ed accettare, quindi vivere, la realtà per quella che è, serenamente.

Che Genoa guardi pure il cielo, che aspetti pure un anno l’ultimo dei suoi asini e con più spasimo che la sua prima stella. Magari arriverà anche, l’asino.. ma cosa ci sarebbe da festeggiare se non “la fine delle leggi” etiche che regolano il calcio? Purtroppo quando Genoa vince perdono tutti.. Genoa compresa. Catania se n’è accorta in tempo.. e sulla “guerra degli asini volanti”, adesso ci ride su..

Intanto, Genoa continua a bruciare.


Commenti

Powered by WordPress. Foto by Zimbio.

Grafica a cura di: Roberto Finocchiaro sulla base di: