In queste settimane di voci se ne stanno sentendo davvero tante. E, ad onor del vero, non è neanche iniziata la finestra ufficiale del calciomercato, ma solamente quella “ufficiosa”. Qualcosa è stato fatto, vedi risoluzione delle comproprietà, ma molto ancora è da fare. Noi di Mondocatania.com abbiamo provato ad analizzare il possibile percorso, la possibile strategia, che il Catania sta disegnando per affrontare al meglio il campionato cadetto. Ovviamente, non vi è niente di ufficiale: solo Cosentino e Pulvirenti sanno quale è il reale destino del Catania. Noi abbiamo provato a tracciare tre percorsi differenti basandoci su quanto uscito sulla stampa in queste settimane
Una squadra ben preparata per la B
Basiamoci su un dato di fatto: nell’attuale rosa catanese in pochi hanno alle spalle campionati di B. Ovviamente tra di essi non vi sono gli argentini, ed è già questo un grandissimo gruppo. I giovani come Gyomber, Petkovic e Cabalceta non hanno esperienze di serie cadetta. Pochi anni per Lodi, quasi nulla per Bellusci, Frison è tra i più esperti insieme a Capuano (che però non gioca in B da una vita). Allora la società si è “buttata” su nomi che la B l’hanno vinta: in quest’ottica va incluso l’acquisto di Martinho. E in quest’ottica sono vicini gli approdi di Calaiò e Rosina. Ben preparati per la B ci potrebbero essere anche i rientranti Terracciano, Cani e Doukara. Nelle intenzioni della società c’è poi l’acquisto di un portiere, esperto di serie B, da affiancare a Frison e magari qualche terzino di categoria. Gli esempi di squadra pronta per la B sono tanti: basti guardare al Palermo di quest’anno e alla difficoltà avute ad inizio anno. Poi arrivarono gente esperta di B come Bolzoni e Maresca e le cose cambiarono. Insomma, in una squadra per la B, secondo questa corrente di pensiero, non possono mancare gente che in B ha una certa fama.
Una squadra già pronta per la A
Il rovescio della medaglia e la seconda corrente di pensiero. Seguendo questa logica, giocatori come Rosina e Calaiò non andrebbero presi: in fondo non si può pensare di costruire una squadra già pronta per la A partendo da due giocatori sui trentanni e che in massima serie hanno fatto poca roba. Da ascrivere a questa corrente di pensiero è invece il tentativo, così come riportato insistentemente sui media locali, di riscattare Rinaudo (un lusso per la B, ma giocatore già pronto per la A) e di trattenere Peruzzi. L’esempio di squadra di B che poi ti ritrovi già buona per la A è il Torino 2011: in serie cadetta acquistò gente come Glik, Darmian e Vives che tuttora si ritrova nella rosa torinese. E mettiamoci anche il condottiero in panchina, Giampiero Ventura. Si dirà: i giocatori elencati, in fondo, sono state scommesse che si potevano perdere come vincere. Ma è questo anche un po’ il senso di creare una squadra già pronta per la A.
Il mix
E poi c’è anche la corrente del “frullato”. Mix tra giocatori pronti per la B e gente già pronta per la A. Questa sembrerebbe l’arma più vincente. Tradotto: mantiene gente esperta del gruppo come Almiron, Capuano, Spolli, prendi alcune scommesse per iniziare a costruire la rosa della A (Martinho), acquisti gente pronta per la B (Rosina, Calaiò) e cerchi di mantenere lussi come Peruzzi e Rinaudo. Utopia? Un po’, anche perché nel mezzo ci sono tante leggi scritte e non scritte da rispettare: la regola degli over, il monte ingaggi e lo scarso appeal del campionato di B. Sarà un lungo mercato….
E voi, sareste più contenti di vedere una squadra “mastina” di B, una squadra già pronta per la A, o tentereste il “frullato”?






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Articolo del: 25 giugno 2014, a cura di: Diego Vitale