dal nostro inviato a Torre del Grifo
MASCALUCIA (CT) - Il primo italiano a parlare in sala stampa dall’inizio del ritiro, almeno tra i giocatori. Ciro Capuano, classe 1981, tra i veterani in maglia rossazzurra, è passato dal ruolo di terzo incomodo a primo riconfermato per la nuova stagione. Il Catania che parte alla riconquista della serie A si affida anche alla sua esperienza. Dal 2008 in rossazzurro, quando il Palermo accolse la domanda di trasferimento del Catania e le richieste del giocatore (schiacciato dalla presenza di Balzaretti), Capuano ha superato la soglia delle 100 presenze con la maglia del Catania (107), andando a rete in due occasioni.
In sala stampa, le sue parole chiudono la prima settimana di ritiro trascorsa sotto l’egida del tecnico Maurizio Pellegrino e del preparatore atletico Giampiero Ventrone. Alla domande di cronisti e tifosi (che hanno colto l’opportunità data dalla rubrica ’Fai la tua domanda a..’) Capuano risponde così:
Da terzo incomodo a primo riconfermato
“La fiducia l’ho conquistata lungo tutto lo scorso anno, anche se non ho avuto grande spazio. Ho meritato la riconferma e sono orgoglioso di far parte di questo gruppo.
Il giorno che vorresti rivivere
“I derby sono partite particolari, e spero di riviverle in serie A, dove gli compete. Dobbiamo allenarsi per tornare in forti. Dobbiamo dimostrarlo in campo di esser vincenti. Aspettiamo con ansia l’inizio. Per esser vincenti dobbiamo mostrarlo in campo.
Hai cambiato numero
“Ho scelto il 24 perché non possiamo avere oltre la lista che verrà consegnata. Ho chiesto Gyomber che me l’ha regalato anche perché è il giorno della nascita di mia figlia.
Che aria nello spogliatoio?
“Respiro aria di unione e sacrificio. Non dobbiamo mollare nemmeno un istante. Si respira un’aria diversa, è importante adesso non parlare più del passato.
I pensieri di Capuano, non solo tattici
“Penso che possa esser utilizzato anche come terzo centrale quest’anno. Ho già giocato in B, col Bologna, ed è un campionato difficile. Le condizioni erano simili, con la squadra appena retrocessa. Abbiamo commesso l’errore di pensare d’esser già promossi solo perché avevamo una squadra forte. Non dobbiamo commettere lo stesso errore. Abbiamo adesso giocatori importanti ed esperiti, bisogna immedesimarsi in questa realtà per aver anche un grande approccio sin dall’inizio.
Giovani o anziani?
“Esperienza e voglia di emergere, di vecchi e giovani, devo andar di pari passo. Questa vicinanza aiuta entrambe le categorie a crescere.
Mentalità
“La mentalità vincente l’abbiamo iniziata a farla nostra nel momento in cui è finito lo scorso campionato. L’aver mantenuto la rosa dell’anno scorso indica già la mentalità. Adesso stiamo affinando i particolari.
Castro
“Castro è un giocatore richiesto anche in serie A. Bisogna esser umili e rimanerlo. Non bisogna pensare di esser superiori rispetto agli avversari, immaginare di vincere sempre 3-0. Incampi come Crotone ma non solo, andar a giocare è difficile. Servirà grande mentalità.
Legrottaglie
“Nicola mi manca perché siamo cresciuti insieme in altre maniere. Nella vita ci sono momenti in cui ci si allontana. Sta iniziando per lui una nuova era. Io penserò ancora a giocare, perché ho ancora tanta energia. Un domani, vedremo.
Perché sei rimasto?
“Io mi sento partecipe dei sentimenti che prova questa città. Non potevo abbandonare la nave. Non ho esitato nemmeno un attimo. Me ne vorrei andar via da vincente e non da comparsa.
Serie B
“Il livello della B è sceso parecchio negli anni. Ci son giovani ma sono forti, le squadre sono molto forti ed il livello è equilibrato. Bisogna sempre tener alta l’attenzione. Noi dobbiamo rimanere sempre sul pezzo, qualunque cosa facciano gli altri.
Calaiò
“Calaiò si allena con noi da tempo. Parlano i fatti per lui. Può fare la differenza, arrivar in doppia cifra nella classifica marcatori. Noi giocatori esperti dobbiamo dar l’esempio ai giovani di come si possa e debba crescere.
Bilancio della settimana
“Il primo bilancio della settimana è buono. Saranno il professor Ventrone a dirvi meglio tutto. Ci stiamo allenando bene. Io sto bene, ho 33 anni ma posso ancora tirare questo calcio.






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Articolo del: 18 luglio 2014, a cura di: Redazione