Con il campionato di Lega Pro giunto alla dodicesima giornata si può trarre un primo, provvisorio, bilancio sul cammino del Catania. Facendo un raffronto con la stagione precedente - il paragone viene spontaneo visto che anche quest’anno i rossazzurri devono fare i conti con alcuni punti di penalizzazione - si nota come ci siano delle similitudini, in termini numerici, tra il Catania che fu e quello attuale. A dispetto dei numeri, però, la squadra di quest’anno suscita sensazioni migliori per il prosieguo del campionato.
Gli etnei, lo scorso anno si resero protagonisti di una partenza a razzo, complice una preparazione atletica alleggerita mirata ad annullare prima possibile il segno meno in classifica. A questo punto della stagione il Catania occupava la quattordicesima posizione con dieci punti. Senza il -10 inflitto dalla Procura Federale, i rossazzurri sarebbero stati secondi in classifica, alle spalle della Casertana. Tuttavia, a questa prima fase brillante ne seguì un’altra - condizionata soprattutto da vicende extra-calcistiche e dalla loro conseguenze - che portò la squadra a perdere terreno, entusiasmo e convinzione sino a rischiare la retrocessione in serie D. Evitata solo all’ultima giornata.
Nel campionato in corso la squadra di Rigoli ha avuto invece una partenza a marce ridotte, per poi accelerare in maniera progressiva. Tanti, troppi, i pareggi ottenuti nelle prime gare, soprattutto in trasferta. Nelle ultime giornate però il Catania è apparso in crescendo, non nel giooco ma almeno dal punto di vista dei risultati. Lo testimoniano le tre vittorie e i due pareggi conseguiti nelle ultime cinque gare. Risultati che ne fanno la sola squadra imbattuta nel periodo indicato e la seconda migliore per rendimento dietro la Juve Stabia. Senza il -7 di penalizzazione, sarebbe a diciannove punti - uno in meno della scorsa stagione -, che consentirebbero a Biagianti e compagni di assestarsi al quinto posto in graduatoria, in compagnia del Cosenza.
Le similitudini tra i due Catania finiscono però qui. Analizzando alcuni aspetti, che vanno oltre al mero dato numerico, è lecito per questo Catania sperare in un epilogo diverso del precedente torneo. Innanzitutto da quest’anno la griglia dei play off è stata allargata sino alla decima classificata. I rossazzurri in questo momento si trovano a due punti dall’ultima piazza utile. Che pare alla portata dell’organico a disposizione di Rigoli. C’è poi da considerare l’aspetto tecnico: la squadra etnea non ruba di certo l’occhio, ha qualche difficoltà in fase offensiva certo, ma è quadrata, ostica, difficile da battere. Non a caso ha la difesa migliore - insieme a Pisa e Viterbese - di tutti i campionati professionistici.
Oltre agli affari tecnici, il solco tra il Catania 2015/2016 e quello attuale è determinato da questioni extra calcistiche. La scorsa annata era stata fortemente condizionata dalla vicenda dei Treni del gol, che aveva messo a rischio la sopravvivenza del club etneo. La pesante penalizzazione, insieme alle ulteriori vicissitudini giudiziarie che colpirono Pulvirenti a campionato in corso, contribuirono a destabilizzare ancor di più sia l’ambiente esterno che quello interno, già minati da due retrocessioni consecutive. Basti pensare ai due punti comminati al Catania, in un momento delicato del campionato, a causa di alcuni stipendi pagati in ritardo.
I dirigenti in carica durante la passata stagione non poterono o non riuscirono - a seconda dei punti di vista - a isolare la squadra dalle vicissitudini extracalcistiche, e in più d’una occasione alcuni di loro dimostrarono anche un certo nervosismo: pungolando i tifosi, chiudendo la squadra nel silenzio stampa a singhiozzo. Questa stagione, sebben le difficoltà extra calcistiche in parte siano rimaste, con accanto una figura carismatica ed esperta come Pietro Lo Monaco, la squadra pare più concentrata sul campo che su quello che avviene fuori. L’addì etneo ha anche saputo prendere posizione nei confronti di alcuni senatori senza intaccare la solidità stessa del gruppo. Questo lavoro psicologico pare fare la differenza, almeno sino a questo momento.
I risultati del campo, come sempre, daranno il responso finale.



Articolo del: 12 novembre 2016, a cura di: Fabio Di Stefano