Della stagione rossazzurra appena trascorsa sono tante le cose da buttare. Troppi gli ingredienti andati a male, i limiti, le lacune. Pochi i punti da cui ripartire. Ma che, volenti o nolenti, possono costituire una base “solida” per il futuro.
Intanto urge salvaguardare l’entusiasmo. “Quale?”, in molti si chiederanno. Quel velo di denti stretti e voglia di farcela che ha caratterizzato il Catania sul finale, quando la salvezza era un imperativo. Attitudine già avvertita a inizio campionato, quando invece azzerare la penalizzazione era il traguardo. A un passo dal baratro la reazione. Da incrementare anche quando tutto sembra andare per il verso giusto.
Da conservare anche qualcuno degli interpreti. Perché, nonostante le prestazioni che a intermittenza hanno lasciato a desiderare, alcuni giocatori hanno dimostrato di tenere alla maglia e di esser dotati di caratteristiche tecniche che possono solo far bene al Catania. Dalla difesa (Bergamelli) all’attacco (Russotto), passando per il centrocampo (Di Cecco). Protagonisti di intere partite, da confermare per l’anno che verrà. Punti di partenza, che a parte qualche fisiologico calo, sono tra le marce in più da cui sfrecciare.
Infine i tifosi. Che al di là del costante malcontento, hanno sostenuto i rossazzurri nel bene, quando a inizio stagione fruttavano punti e sorrisi, e moderatamente nel male, quando l’incapacità di rimontare definitivamente stroncava gli entusiasmi degli uomini in campo. Sostenitori etnei capaci anche di alzar la voce e farsi sentire, sollevando temi cruciali e proponendo soluzioni al fine di contribuire alla rinascita del Liotro. Questo è lo spirito da conservare. Loro determinanti in un modo nell’altro. Loro l’ennesimo pilastro su cui costruire, insieme a tutte le altre componenti, com’è sempre stato, il futuro del Catania.



Catania
Articolo del: 3 giugno 2016, a cura di: Azzurra Valenti