Catania, “se non segni, non vinci”
Un gol nelle ultime quattro gare

Articolo del: 26 settembre 2016, a cura di:

Foto: calciocatania.it

La prima regola del calcio recita così: “se non segni, non vinci”. La partita persa dal Catania con l’Akragas, la prima sconfitta stagionale, non fa che confermare questa massima vecchia quanto il gioco del pallone. Il Catania di Pino Rigoli, lento e pasticcione per tutto il primo tempo, accelera nella ripresa e cinge d’assedio la porta difesa da Pane. All’ultimissimo secondo arriva però la beffa finale del gol di Zanini.

Dicevamo della prova di Pane, imponente portiere dei biancoazzurri di Di Napoli. L’estremo agrigentino è stato protagonista di alcuni interventi straordinari. Dove non è arrivato Pane ci ha pensato la sfortuna a frenare gli attacchi di Biagianti e compagni: i legni colpiti da Paolucci e Di Grazia hanno strozzato in gola l’urlo del pubblico presente al Massimino. Anche la terna arbitrale, negando un rigore a Di Grazia e annullando una rete a Calil, ha contribuito seppur incidentalmente.

Nonostante la dea bendata abbia deciso di voltare le spalle al Catania, non mancano i demeriti degli interpreti rossazzurri, in campo quanto in panchina. Calil e Paolucci hanno offerto una prova poco convincente, e non è la prima volta che succede in questo scorcio di torneo. Paolucci aveva iniziato la stagione segnando, sia in coppa Italia che nella prima di campionato, dopodiché, nelle successive quattro gare, è rimasto a digiuno. Più o meno lo stesso discorso vale per Calil, a segno in coppa e nel debutto con la Juve Stabia. Nello stesso periodo, il Catania ha realizzato un solo gol - quello di Piscitella a Reggio Calabria. Troppo poco per una squadra che punta a vincere ed a tutto quello che questo significa in classifica.

Anche Rigoli è stato oggetto di critiche dopo la sconfitta di ieri. Al tecnico, che l’anno scorso allenava proprio l’Akragas, vengono imputate due colpe: l’atteggiamento, per nulla arrembante - come invece promesso alla viglia -, nella prima frazione di gioco e le sostituzioni, soprattutto quella di Di Grazia per Russotto. Il folletto rossazzurro è stato il migliore in campo, unico tra i suoi a creare superiorità numerica durante il primo tempo. Tanti i suoi suggerimenti e i palloni scaraventati nel cuore dell’area agrigentina, senza che nessuno dei compagni di reparto riuscisse a trovare il guizzo vincente.

Se l’errore individuale fa parte del gioco del calcio, migliorare nei movimenti all’interno dell’area di rigore è possibile. Su questo dovrà lavorare Rigoli per evitare che i suggerimenti provenienti dalle fasce finiscano puntualmente tra i piedi degli avversari. Come si è visto più volte durante la partita con l’Akragas, soprattutto nel corso del secondo tempo, i rossazzurri non aggredivano l’area di rigore con decisione e con tanti uomini, ma stazionavano piuttosto a ridosso della stessa. In questo modo le palle sporche erano quasi sempre preda di difensori e centrocampisti ospiti, disposti in maniera compatta a difesa del risultato.

Mercoledì il Catania scenderà nuovamente in campo, ancora al Massimino, per il recupero della terza giornata contro i laziali del Fondi. L’appuntamento con i tre punti non potrà più essere rinviato. Per vincere serve però ritrovare la via del gol.

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Grafica a cura di: Roberto Finocchiaro sulla base di: