Di Grazia, Di Grazia e… Di Grazia
Tripletta nel derby. Messina steso

Articolo del: 9 ottobre 2016, a cura di:

Filippo Galtieri - CalcioCatania.it

dal nostro inviato al Massimino

Lo Monaco sistema le zolle d’erba sul rettangolo di gioco prima che la gara comincia. Rigoli, durante tutta la sfida, urla dalla panchina a ogni suo calciatore per comandare il da farsi. I tifosi del Messina, presenti al Massimino dopo 10 anni di assenza, non si arrendono mai alla sconfitta. Alla fine è però Andrea Di Grazia ad attrarre su di sé tutte le luci del derby.

Il 20enne catanese, fino a qualche gara fa relegato in panchina, segna la tripletta che vale il ritorno alla vittoria del Catania, l’addio all’ultimo posto in classifica e una botta di entusiasmo che la piazza, l’allenatore e la squadra attendevano da tempo. Ben diversa la situazione sulla sponda messinese del derby. Il risultato finale, tuttavia, non è stato scontato.

A prescindere dalle categorie in cui si giocano, i derby sono partite che sfuggono ai pronostici anche quando sembrano rispettarli. Capita così anche al Massimino. Il Catania va in vantaggio con Di Grazia quando il quarto d’ora non è ancora stato toccato. Un’azione manovrata, partecipata, veloce e precisa. Il gol di un attaccante mancava ai rossazzurri dalla prima giornata di campionato. A spezzare l’incantesimo è il classe ’96, frutto della Primavera, che in estate era pronto a passare all’Akragas. L’esultanza di allenatore, compagni e tifosi viene replicata a cinque minuti dalla fine del primo tempo, quando su assist da rimessa laterale, lo stesso Di Grazia replica e raddoppia.

Nel frattempo era successo un po’ di tutto. Barisc, liberato da Di Grazia, aveva mancato il raddoppio dosando male il cucchiaio con cui pensava di battere il portiere giallorosso Berardi. I tifosi del Messina si erano persi anche questa azione, oltre all’1 a 0. I giallorossi arrivavano al Massimino a dieci anni e cinque minuti di ritardo dall’ultima loro apparizione. Prima di affacciarsi sugli spalti attendevano però che anche il 287esimo avesse superato i controlli d’ingresso. Quindi poteva essere battaglia sportiva di colori e sfotto’, col Catania già in vantaggio sul campo per 1-0.

Tra un gol e l’altro era capitato anche che l’arbitro dell’incontro incespicasse e nella caduta gli sfuggisse dal fischietto lo stop a un’azione offensiva del Messina. Per la rabbia dell’allenatore giallorosso, Marra, e il sollievo di Rigoli. I destini di entrambi i tecnici, almeno per la stampa, pare dipendessero dall’esito del derby, che fino al 45esimo vedeva il Catania in pieno controllo. Proprio allo scadere del primo tempo Calil dà l’illusione del 3-0, ma è in posizione di fuorigioco. Dal gol del possibile ko alla rete del biondo Pozzebon passano pochi secondi.

Nel primo dei due minuti di recupero, approfittando di uno scivolone di Drausio, il centravanti messinese rimette il risultato in discussione, risolleva gli animi incupiti dei tifosi giallorossi al seguito e rinsalda almeno una vite della traballante panchina di Marra. L’arbitro fischia l’intervallo e le due squadre si promettono a vicenda di giocarsi tutto nella ripresa. Nei secondi 45′ la gara sale di intensità e di tensione agonistica. Ogni azione potrebbe essere decisiva, per l’una e per l’altra squadra. A soffrire maggiormente la pressione, però, pare essere il Catania.

Rigoli tira fuori dopo 11′ Barisic, che aveva vinto il ballottaggio con Paolucci e Russotto. Il primo resta in panchina, in campo va il secondo che al 20esimo centra il palo su un diagonale dalla sinistra deviato da Berardi. Quando l’attesa della fine sembra uno stillicidio, è ancora una volta Di Grazia a prendere il pallone sul piede e la responsabilità sulle spalle. La voglia di segnare e volare è più forte di ogni pensiero negativo: controllo, corsa verso Berardi, conclusione e gol che mette sottosopra il Massimino, dando il via alla festa con 10′ di anticipo.

Per il giovane catanese c’è anche la passerella, concessa da Rigoli al momento della sostituzione. Stavolta, a differenza della sfida con l’Akragas, tutti e 9mila i presenti al Massimino sono d’accordo con la scelta dell’allenatore. Si alzano per applaudire il giovane rossazzurro, che ringrazia, stringe la mano a Rigoli e si accomoda in panchina. SI rialzerà dopo poco, per stringere la mano ai compagni e correre a ricevere l’applauso di ogni settore dello stadio. Il Catania torna a gioire, per la vittoria, per il gol ritrovato, per avere abbandonato il fondo della classifica. La panchina di Marra, invecem taballa, come la classifica del Messina che continua il silenzio stampa.

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Grafica a cura di: Roberto Finocchiaro sulla base di: