Premessa. Il campionato di serie B ha delle regole molto particolari per quel che riguarda la composizione dell’organico. Ogni club può tesserare, e dunque impiegare in campionato, un numero massimo di diciotto giocatori nati prima dell’1 Gennaio 1993; i cosiddetti “Over”. Totale che sale a venti potendo aggiungerne altri due, purché abbiano alle spalle quattro anni consecutivi di militanza in squadra: i cosiddetti “bandiera”. Nessun limite è invece posto all’impiego di Under 21.
A Gennaio, il Catania ha iniziato il calciomercato con la lista dei venti già colma. Tanti arrivi impongono quindi altrettante cessioni, per non correre il rischio di dovere comunque pagare giocatori che non potranno essere schierati in campionato. La difficoltà aggiunta, frutto delle scelte compiute in estate, consiste nella riduzione da venti a diciotto del numero di giocatori la cui cessione potrebbe effettivamente liberare un posto per i nuovi arrivati. Questo perché l’attuale organico del Catania conta solo due Over che possono attivare il bonus dei giocatori “bandiera”, che estende la lista da 18 a 20 giocatori over tesserabili: Spolli e Capuano. Qualora uno od entrambi venissero ceduti, il loro posto non potrebbe essere occupato da altri over e dunque la lista, da venti over, ne potrebbe contare al massimo diciannove o diciotto.
Magari non era e non è intenzione del club cedere Spolli o Capuano, ma se fosse arrivata un’offerta indecente (come quella del Chievo per Izco), o se uno dei due avesse manifestato l’intenzione di andare via (mai avvenuto, finora), il Catania non avrebbe potuto accettare alcuna richiesta senza auto-infliggersi una conseguente penalizzazione tecnica rispetto alle altre società. E dire che la permanenza di uno solo tra Izco, Lodi, Alvarez, Bergessio, Bellusci (per non scomodarne altri), sarebbe tornata adesso utile in questa strategia, certo più delle conferme estive di Almiron e Rolin. Giocatori che son finiti con l’occupare due posti della lista dei venti venendo impiegati poco o nulla, ora finiti sul mercato anche perché sprovvisti dei requisiti che permetterebbero di fare scattare il bonus “bandiera”.
Insomma, il Catania è costretto a scegliere non su venti ma su diciotto i giocatori da mandare via per fare posto ai nuovi. Otto sono i nuovi arrivati, sei sono i giocatori andati via. Bisogna già così accomiatarne altri, dunque. Ricordando che tenere fuori dalla lista un giocatore con un ingaggio importante sarebbe una mazzata economica. Svenderlo come prestarne uno o più al peggiore offerente, sarebbe come evitare quella mazzata per prenderne una più forte. Ma le alternative economicamente indolore per fare posto ai nuovi, mancano. Limitate ai soli Cani e Chrapek. Questa è la situazione in cui il Catania si è messo, in estate. Questi gli errori che ha commesso. Un bel grattacapo, per chiunque sia che a Catania si occupa di calciomercato, adesso.






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Articolo del: 28 gennaio 2015, a cura di: Marco Di Mauro