MASCALUCIA (CT)- Settimo risultato utile di fila. Sesta vittoria in sequenza, stavolta ottenuta in casa. La Primavera batte 2-0 la rivale del girone di andata, il Livorno che al ritorno arranca sia in classifica che a Torre del Grifo. Nella rincorsa alla Lazio, il successo ottenuto sugli amaranto è un passo che permette di mantenere le distanze in attesa dello scontro diretto che andrà giocato in Sicilia. Novanta minuti che potrebbero essere i più importanti della stagione, come uno spareggio per determinare gli equilibri della zona play-off che permette l’accesso alle finali scudetto.
Gara, quella contro il Livorno, posticipo della sesta giornata, mai in discussione. Ordinata, precisa, compatta, efficace, la prestazione dei rossazzurri allenati da Giovanni Pulvirenti è impeccabile tranne che per la traversa concessa dopo la metà del secondo tempo e per il gol con cui gli avversari chiudono il risultato a fine gara. Il risultato era però già al sicuro. A decidere la sfida è stato il classe ’96 Di Grazia. Un attaccante che non ama definirsi tale («Sono un centrocampista offensivo» risponde a chi lo stuzzica) ma che in campionato ha già segnato dodici gol contata la doppietta segnata quest’oggi.
Al 18°pt il rigore che sblocca la partita. Di Grazia se lo procura (ingenuo tocco sulla caviglia) e lo trasforma di giustezza. Dopo 10′ il raddoppio. Spiovente nella metà campo livornese, il centrocampista offensivo controlla a seguire, entra in area, volta le spalle alla porta per difendere il pallone dal marcatore, compie una veronica con cui elude la marcatura, fronte allo specchio conclude nello stesso angolino scelto in occasione del rigore. Da lì in avanti succede poco di rilevante a parte la sostituzione ad inizio secondo tempo che mette fuori Di Grazia, regalando al giocatore gli applausi del pubblico ma negandogli la gioia della possibile tripletta che gli sarebbe valsa come premio il diritto portare a casa il pallone. Pare a cause di qualche piccolo acciacco. In pieno recupero, la super-parata di Ficara (che toglie il gol dall’incrocio dei pali) sulla cui ribattuta il Livorno trova il 2-1 finale. La gara termina dopo poco, senza ulteriori brividi.
Riparata dal cordone di sicurezza del Calcio Catania, la prima squadra si è contemporaneamente allenata sul campo sovrastante. Curiosità: per ovviare alle indisponibilità, all’allenamento è stato aggregato un giovanissimo calciatore delle giovanili che stava assistendo all’incontro della Primavera. Chiamato dal team manager, Maurizio Patti, è sceso negli spogliatoi, ha indossato il completino di allenamento ed ha completato i 22 in campo per la partitella disposta a fine seduta. Curiosità nella curiosità: Dopo avere diretto l’allenamento, in vista del recupero che martedì lo impegnerà a Modena, Dario Marcolin ha assistito ad alcune battute della partita della Primavera. Da dietro le grate che separano le zone di pertinenza dei due campi da gioco, in compagnia del preparatore dei portieri Biato, l’allenatore ha osservato un undici pimpante, motivato, efficace sia nella propria area che in quella avversaria, che vince sia in casa che in trasferta, che prende applausi e punta concretamente ai play-off. Tutto ciò che vorrebbe fosse anche il suo Catania. Tutto ciò che vorrebbero i tifosi rossazzurri, anche i pur pochi (peccato) giunti a Torre del Grifo in una fredda domenica di Marzo.






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Articolo del: 8 marzo 2015, a cura di: Marco Di Mauro