CATANIA - “Se Gino Peruzzi non accetterà l’offerta economica del Sunderland non farà parte della squadra, ma per contratto continuerà comunque ad allenarsi. Diremo a Gareca che non lo provi finché il passaggio al club inglese non sarà formalizzato“. Sono queste le parole che hanno destinato il rapporto tra Gino Peruzzi ed il Velez ad interrompersi.
Come spiegano i quotidiani argentini, il club delle “V azzurre” aveva deciso da tempo di metter sul mercato alcuni dei suoi pezzi più giovani e pregiati per ripianare le voci passive a bilancio. Una cessione programmata, una strada tracciata lungo la quale arrivò l’offerta del Sunderland, poco meno di 7 milioni di euro per un ragazzo di 20 anni che aveva da poco concluso la sua prima vera stagione da titolare riuscendo persino a conquistare la maglia della nazionale.
Ma qualcosa andò storto, probabilmente per l’intenzione del Velez di metterlo in vetrina. Un infortunio sottovalutato, ai legamenti del ginocchio, venuto fuori al momento delle visite mediche in Inghilterra. Da lì il rallentamento delle trattative. Il giocatore viene portato a Roma, a Villa Stuart, dove gli viene diagnosticata l’elongazione di un legamento. Due vie: intervento subito o riabilitazione di circa due mesi, per sperare di non dover ricorrere alla chirurgia.
E’ l’ennesimo intoppo di una contrattazione che il Velez avrebbe voluto risolvere in fretta, anche troppo. Da qui, le parole del vice presidente Baldomarl, riportate all’inizio dell’articolo. Già, perché i 7 mln offerti dall’Inghilterra sono subito apparsi come un’offerta talmente allettante da non ammettere dibattito, nemmeno col giocatore, informato solo ad accordo già raggiunto tra i due club dell’esitenza di questa trattativa e delle ferme intenzioni del Velez.
“Non ho detto no al Sunderland, è un grande club e gioca in uno dei campionati più importanti del mondo. Devo incontrarmi col mio rappresentante perché mi metta a conoscenza di tutto quel che è stato detto e fatto. Devo prendere una decisione importante per il mio futuro“. Secondo la stampa locale, una questione legata all’ingaggio del giocatore oltre che alla legittima aspirazione: “Se devo andar via dal Velez, voglio andare a giocare in modo che Sabella possa valutarmi“.
Tutto ciò prima delle visite mediche, della diagnosi a Villa Stuart e delle dichiarazioni di Paolo Di Canio, allenatore del Sunderland: “Non c’è alcuna possibilità che Peruzzi arrivi al Sunderland. Questo club non si può permettere di prendere un giocatore con dei problemi fisici. Non possiamo prendere un giocatore talentuoso ma infortunato ed aspettare che guarisca“. Parole andate di traverso al presidente del Velez: “Dagli esami sostenuto, Peruzzi soffre di una lesione ai legamenti, ma non per questo regaleremo un solo peso al Sunderland come sconto sul prezzo del giocatore. E non mi interessa quel che dice il tecnico degli inglesi. La trattativa resta in piedi“.
L’effetto di queste dichiarazioni, ufficializzate mediante il sito del Velez, fu il ritorno in Argentina tanto del giocatore che del vice Presidente Baldomar. Contratto stracciato e tensione non da poco tra club e giocatore, tanto per l’ultimatum imposto a monte, quanto per la “poca accortezza” nelle visite mediche e nei pareri a queste successive che avevano permesso a Peruzzi di scendere comunque in campo, da infortunato, rischiando così un infortunio ed uno stop ben più lungo. Quando si parla di legamenti, i giocatori non scherzano mai. Dall’arrivo a Villa Stuart, l’interesse del Catania, che ha acquistato considerazione col passare dei giorni e dello sfumare di tutte le piste alternative percorse dal Velez, rassegnato a guadagnar meno di quanto promesso dal Sunderland. Fuori Milan, Inter, anche il Napoli, scoraggiate dallo stato fisico del giocatore nonché poco inclini ad aspettarne il recupero. Da quel 21 di Luglio, una trattativa lunga meno di un mese, culminata col suo approdo a Catania con la prospettiva di firmare un contratto a titolo definitivo con gli etnei, che decideranno al termine delle visite mediche.
Dopo Barrientos e Leto, un ennesimo acquisto reso possibile dalle circostanze che hanno trovato il Catania pronto a cogliere il grande affare.. altro che ubriaco.




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Articolo del: 13 agosto 2013, a cura di: Redazione