di Fabio Alibrio
Anno di cambi, in panchina. Mercato allenatori più
attivo degli ultimi anni, tra adii illustri e scontati.
Tanti i nomi accostati al Catania, si va da
Mazzarri a Campilongo per poi finire con Zeman. Voci
fondate o non fondate poco importa, alla guida
tecnica del post Marino ci sarà Silvio Baldini.
In pole position da tempo, ha rischiato di dover sostituire
il mister nativo di Marsala in corso d’opera, quando,
dopo la gara con la Reggina, Marino aveva presentato
le dimissioni, respinte dalla società. Più volte visto
in tribuna a seguire la squadra etnea, conosce
pregi e difetti individuali di ogni giocatore. Passo
avanti, importante, che permetterà un’attenta strategia
di mercato al fine di creare il punto cardine della
squadra: il gruppo. Rapporto Baldini-Catania basato
anche su stima non solo professionale; continui
i rapporti con la famiglia dell’(ex?) amministratore
delegato Lo Monaco, col quale ha lavorato a Brescia,
altro aspetto fondamentale per ritrovarsi tutti più
uniti.
È qui che si richiamano le cinque componenti:
all’appello mancano tifosi e stampa, sicuramente non
costituiranno un problema; a faro pensare la vicinanza
alla squadra in questo travagliato finale di stagione.
Nato a Massa, 49enne, Baldini allena da quindici
anni. La sua avventura inizia vicino casa: il
primo anno, siamo nella stagione 1992-1993, assume
la guida tecnica della Massese, squadra di C1, ottenendo
un ottimo nono posto. Seguono due anni a Siena, piazza
più importante ma con una società che poco più di
dieci anni addietro sognava la serie A, disputando
proprio lo stesso campionato della precedente rosa
del mister. Il passaggio di categoria è questione
di tempo ed arriva con quella che poi diventerà la
“favola Chievo”.
Il campionato che riesce a far disputare ai suoi
è di alto livello, undicesima posizione. In mezzo
stanno due anni alla Carrarese, un ritorno a casa
per lui. A Verona resta solo per una stagione, lusingato
dalla proposta del Brescia affamato di promozione.
Obiettivo non raggiunto, anche se per poco. La
consacrazione è l’Empoli: il passaggio avviene
nella stagione 1999-2000, quando riesce ad ottenere
la dodicesima posizione. Poi le ambizioni di serie
A e il raggiungimento dell’obiettivo al secondo tentativo.
Un anno in massima serie a buon livello e la rottura.
Lo chiama Zamparini, lui va. Come da previsione le
cose non vanno per il meglio ed è esonero.
Ne seguiranno altri due, in altrettante stagioni
con Parma e Lecce. Ora Catania, un rilancio personale
per continuare il “Ciclone Marino”. Stesso
modulo, strategie di gioco simili a quelle dell’ex
tecnico etneo. Il 4-3-3 rispecchia la sua mentalità,
la differenza la faranno i giocatori. Baldini lo sa
bene, non è un caso che certi elementi, Berti (portere),
Vannucchi, Grella e Saudati su tutti, restano i pupilli
da portare con sé, in ogni città. E con l’arrivo di
Baldini sarà difficile smentire voci che vedono proprio
Vannucchi al Catania; ipotesi vagliata da tempo,
ora con quotazioni più alte. A Baldini va l’augurio
di tutta la Redazione di MondoCatania.com di una felice
permanenza alle falde dell’Etna.