Lo Monaco, mercato e non solo
CATANIA- La presentazione ufficiale del ritiro 2010/ 2011 si trasforma presto in una conferenza stampa programmatica dell'a.d. rossazzurro Pietro Lo Monaco che, dopo una breve introduzione sui perché dello spostamento dall'Umbria al Trentino, parla del Catania che verrà:
"Abbiamo deciso di cambiare aria perché in questi anni il Catania ha aumentato la dimensione della sua visibilità. Ci fa piacere che il nostro ritiro segua quello della Juventus, è un modo per confrontare le nostre realtà. Sappiamo di avere un seguito importante e ci aspettiamo che i nostri tifosi ci seguano".
"Stiamo preparando diverse amichevoli, la prima la giocheremo a Rumo il 18, poi in data da destinarsi andremo a giocare in Grecia e Germania, giocheremo contro una tra Bologna e Vicenza, quindi incontreremo l'Ascoli. Esordiremo in casa il 14 Agosto, contro una formazione spagnola mentre la settimana successiva, visto che entreremo dopo nel tabellone della Coppa Italia, abbiamo previsto un'altra amichevole interna"
"Dal Catania di quest'anno mi aspetto la conferma del processo di crescita avviato ormai da anni ed un ulteriore consolidamento della categoria, che ci permetterà anche di mettere in vetrina alcuni giocatori. Vedere i frutti del nostro lavoro andare a giocare in club importanti è sempre motivo di orgoglio e prestigio. L'anno prossimo sarà ancora lotta dura per salvarci, ma con la gente dalla nostra parte ce la faremo".
"Ritengo che il Catania abbia un organico di tutto rispetto, Martinez ha dato l'addio ma rientreranno giocatori come Catellani ed Antenucci. Altri andranno via nella logica che vuole quelli che hanno trovato meno spazio cercarlo in altre squadre".
"Continuiamo a seguire un giocatore in totale silenzio. Nemmeno il Presidente sa nulla della tratattiva e se riuscissimo a portarla a termine allora sarebbe davvero un colpo eclatante. Per Sosa non credo ci siano molte speranze, noi abbiamo l'accordo col Bayern Monaco ma il Parma offre al giocatore quasi il doppio di quanto siamo disposti a metter noi sul piatto, non capisco da dove possano prendere questi soldi e far quadrare il bilancio vista la crisi che gira nel calcio italiano. Se il nostro sistema è malato la ragione è anche questa, riempire le tasche dei giocatori piuttosto che quelle delle società che poi investirebbero nuovamente quegli introiti facendo circolare moneta nel nostro ambiente che invece adesso è davvero alla canna del gas"
"Per Caraglio e Paglialunga la situazione è più complicata di quanto non si pensi. Abbiamo l'accordo sia coi giocatori che col Presidente ma le vicissitudini burocratiche del club argentino potrebbero portare ad uno sconvolgimento dei vertici societari che ci costringerebbe a rinegoziare il passaggio dei due giocatori".
"Su Biagianti posso solo dire che un professionista così attaccato alla maglia del Catania io non l'ho mai visto. Ha pianto quando a fine campionato temeva di dover abbandonare la città, ha pianto quando gli abbiamo paventato la possibilità di abbandonarla davvero ed adesso è davvero felice perché sa che continuerà a giocare con noi. Una volta partito in ritiro sono stato chiaro, resterà con noi, dobbiamo tutelare il nostro organico."
"Il ragazzo sapeva benissimo che in presenza di un'offerta importante sarebbe stato nostro dovere valutarla. Abbiamo sempre fatto fatica a cederlo ed una volta constatata l'impossibilità di proseguire la trattativa col Palermo, vista la discrepanza tra richiesta ed offerta, è stato un sollievo per tutti confermarlo in rosa. Marco aveva la morte nel cuore all'idea di lasciare Catania, anche se altrove avrebbe guadagnato di più, adesso è felicissimo, un giocatore da prendere ad esempio, tiene a questa maglia come nessun altro.
"Antenucci è un giocatore del Catania, alle chiacchiere del procuratore non do' peso, se ci mettiamo a ricoprire d'oro un giocatore per uno starnuto il nostro calcio finisce. Il Catania crede molto in Antenucci, l'ha voluto e pagato quando nessuno lo voleva, ha pagato l'Ascoli per farlo giocare, adesso è giusto che si dimostri riconoscenti nei nostri confronti. A Catania prenderà il giusto che spetta ad un giocatore con la sua trafila. Se il giocatore è felice o meno di giocare a Catania è un dato irrilevante. Se non ha voglia di giocare lo metto nell'ultima fila dello stadio, a guardarsi le partite per i prossimi 2 anni.








