CATANIA - Come di consueto proponiamo a tutti i lettori rossazzurri la rassegna stampa con le notizie più importanti presenti oggi nelle edicole nazionali e non. Gli articoli riportati sono stralci degli originali, non volti a sostituirsi a questi, pertanto invitiamo ad approfondire i contenuti presenti acquistando i giornali in rassegna.
Catania, tutti i motivi della crisi (SportCafè 24)
I siciliani non vincono in campionato dal 31 gennaio e navigano in fondo alla classifica. C’è da migliorare il rendimento esterno e soprattutto tornare a vincere in casa, le prossime gare saranno decisive. Di chi è la colpa di questa crisi?
“Era il 19 maggio 2013 quando si concluse l’ultima partita di una grande stagione disputata dal Catania, stagione da record grazie all’ottavo posto finale, addirittura davanti all’Inter. Lo stadio “Massimino” quasi inespugnabile con ben 12 gare vinte e solo 3 perse, cinquanta reti all’attivo di cui più della metà realizzate dal trioBergessio-Gomez-Barrientos che in più di un’occasione regala lampi di gran calcio facendo divertire il caloroso pubblico degli etnei. I pochi punti conquistati lontano dalla Sicilia (16) non rappresentano in fin dei conti un grave problema e tutti, giocatori, tifosi e Società vivono un momento di grande esaltazione. Ed è proprio quello il punto di partenza del lento ma inesorabile declino della squadra siciliana che dopo quasi due anni si ritrova dall’ottavo posto in Serie A a lottare a denti sretti per evitare quella che sarebbe un’incredibile retrocessione in Lega Pro […]- Nell’ultimo anno e mezzo l’organico etneo è stato più volte sconvolto, si sono succeduti vari allenatori, preparatori atletici, direttori sportivi e come ricordato prima vari giocatori. Artefice di tutti i cambiamenti è il Presidente Antonino Pulvirenti, uomo che si è fatto amare dai suoi tifosi ma anche odiare, in molti vedono lui come principale artefice di questa enorme crisi. Concludiamo con il ricordare che mancano dieci gare al termine del campionato, il Catania giocherà cinque volte al “Massimino” contro Avellino, Trapani, Ternana, Livorno e Cittadella; e cinque volte fuori casa dove quest’anno sta veramente battendo ogni record (attualmente in sedici gare cinque pareggi e undici sconfitte). Tra le trasferte ci saranno quelle a Varese, Latina e Brescia, tre squadre che lottano pure per non abbandonare la categoria, saranno dei veri e propri spareggi-salvezza. I tifosi, in particolare la Curva Nord, lo hanno chiesto esplicitamente tramite degli striscioni, pretendono rispetto e dignità da parte dell’intera Società.Sono in piena contestazione con il Presidente e vogliono vedere che i giocatori in campo “tirino fuori le palle e l’orgoglio, sputando sangue fino all’ultima goccia”. Vedremo.
Società, tecnico e squadra sapete salvare il CATANIA? (La Sicilia)
“Ci sono dieci partite per salvarsi e il Catania non può fallire questo obiettivo. Ognuno faccia la sua parte. La società. Deve dimostrare di saper governare questo passaggio cruciale per la sua stessa esistenza, senza tentennamenti, senza ulteriori errori. Il tecnico. Ha fatto e sta facendo quel che ha potuto, con una squadra costruita a gennaio, con il cambio del preparatore atletico. Francamente non ha ancora convinto sino in fondo e se facile non era, e lo sanno tutti, ora restando al suo posto Marcolin deve diventare semplicemente infallibile. E’ chiedere troppo? Meno di tanto non serve. Lo sa lui, lo sa la società che aspetta domenica una vittoria che sia da conforto anche alla conferma del tecnico. La squadra. Tensioni interne, qualche mal di pancia di chi finisce in panchina, un po’ di presunzione in campo e fuori. Deve sparire tutto, subito, i tifosi hanno tollerato abbastanza, diciamo pure tutto. Oltre non c’è nulla, c’è il muro contro muro, c’è la retrocessione, inaccettabile, intollerabile. Che deve scongiurare chi va in campo. Tolleranza zero, adesso. Un po’ di amore per la maglia e di rispetto per la città.






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Articolo del: 25 marzo 2015, a cura di: Redazione