«I rossazzurri hanno giocato col freno a mano tirato. Se avessero osato di più avrebbero potuto conquistare tutti e tre i punti in palio. Di Grazia, il migliore». Il cronista tarantino Alessio Petralla ha seguito dal vivo la partita tra Taranto e Catania, finita coi fischi del pubblico per la squadra di casa. «I tifosi volevano la vittoria per vendicare il 9 giugno 2002, ma non è arrivata.»
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Terzo 0-0 esterno, tanti rimpianti
Catania, sei una grande squadra?
3 ottobre 2016
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A Taranto Rigoli raccoglie il quinto pari nelle ultime sei gare, il terzo a reti bianche. Il Catania domina ma spreca tutte le palle-gol create. Buona la prova dei giovani Barisic e Di Grazia ma servono le reti dei bomber perché i numeri diventino quelli di una grande squadra
«Catania in difficoltà. No a gioco difensivo»
Le dichiarazioni dell’allenatore del Taranto
1 ottobre 2016
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Aldo Papagni sulla sfida di domenica: «Avendo avuto tante defezioni in difesa non potremo fare una gara difensiva». Il clima allo Iacovone si prevede bollente: «Sappiamo che i nostri tifosi tengono particolarmente a questa gara, ci daranno delle energie in più per fare un’otttima prestazione». Il Catania di Rigoli «è una formazione attrezzata per il salto di categoria, che forse è in sofferenza perché sente la responsabilità di dovere arrivare in alto». Video all’interno
«Taranto-Catania, partita come altre»
Presidente Zelatore taglia col passato
1 ottobre 2016
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La presidente del Taranto affronta numerosi argomenti riguardanti la sfida coi rossazzurri. Le presunte combine del 2002, che hanno allontanato la tifoseria dallo stadio: «Bisognerebbe parlare solo sui dati di fatto». Il clima ostile che si prevede troverà il Catania e il divieto di trasferta per i tifosi: «Bisogna isolare i violenti, non chiudere i settori ospiti». E sul Catania di Rigoli: «Stenta ma è attrezzato per la B, anche se speriamo non lo dimostri a partire da domenica»
«Non sarà una partita come tutte le altre»
Un ricordo destinato ai calciatori rossazzurri
1 ottobre 2016
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Taranto-Catania non può essere una partita come tutte le altre. I tifosi del Catania lo sanno bene, ma i calciatori lo possono immaginare? Solo se consapevole di ciò che fu quel 9 giugno, la squadra potrà affrontare la nuova sfida col piglio giusto. Come riuscirci? Sarebbe stato utile portare il gruppo in giro per i quartieri della città, a scoprire la storia di quella finale e di chi per il Catania ha dato la vita. Magari, prima di scendere in campo, potrebbero leggere alcune righe del libro che racconta quella battaglia
Riccardo Gaucci e la guerra di Taranto
«B fu meritata. Loro ancora avvelenati»
30 settembre 2016
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L’ex presidente del Catania racconta lo spareggio del 9 giugno 2002: «Non fu una partita di calcio ma una guerra. Fummo insultati dai dirigenti, a me fu assegnata una scorta e venni aggredito a fine gara». Tra i tanti i veleni che seguirono, da Taranto, pure le accuse di inciucio con l’ex presidente Pieroni, definito amico dei Gaucci. «Altro che amico, ci facemmo la guerra. Meritammo la B sul campo, punto e basta»
Catania, quando diventi grande?
I cori della Nord come allarme
29 settembre 2016
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Sparare alle mosche coi cannoni? Senza troppi giri di parole: al di là degli episodi sfavorevoli il Catania di Rigoli non ha mostrato finora un gioco all’altezza delle grandi ambizioni alimentate dal club. Lo dicono i numeri ma pure un “caratteristico” coro della curva Nord, sentito contro il Fondi per la prima volta in questa stagione. Per provare a diventare grandi è necessario un cambiamento
Ritorno al Massimino, non per Djordjevic Pro&Contro di Catania-Akragas
23 settembre 2016
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Alla scoperta dei punti di forza e di quelli deboli dei rossazzurri in vista della sfida contro l’Akragas. Il ritorno al Massimino è certo una marcia in più, ma sulla fascia sinistra Rigoli dovrà fare a meno dello squalificato Djordjevic.


3 ottobre 2016
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