Marcolin, dodici giorni e ventuno partite per fare “i miracoli”

Articolo del: 4 gennaio 2015, a cura di:

Ventuno partite per compiere il miracolo. Che il Catania abbia chiesto a Marcolin di condurre la squadra in serie A o ad una più realistica salvezza, poco cambia. Se la promozione è un miracolo, come obiettivo finale, la salvezza è un obiettivo più concreto ma che passa comunque dalla realizzazione di più e più miracoli. Nient’altro delle normali richieste che un club avanza al proprio allenatore, ma che a Catania divengono imprese titaniche. In cui tutt’e quattro i predecessori di Marcolin. Sei i tentativi falliti (Maran e Pellegrino due volte, oltre alle gestioni De Canio e Sannino) di arrestare la caduta del Catania, in picchiata da diciotto mesi. La squadra è precipitata dall’ottavo posto in serie A al quartultimo della serie B, che spalanca il baratro sulla terza divisione. Il successo di Marcolin, passa dal compiere tanti piccoli miracoli, questi:

Miracolo 1: Ricompattare la squadra
Sette gestioni in diciotto mesi, quale amalgama? Senza un punto di riferimento “di campo” saldo, né in società, né in panchina, né all’interno dello spogliatoio, creare unità d’intenti e di obiettivo è impossibile o quasi.

Miracolo 2: Infonderle carattere
Approccio sbagliato, tanto allo scorso campionato di A che a quello di serie B. Sannino aveva trasmesso il carattere giusto per la categoria. Le dimissioni hanno nociuto alla squadra, istantaneamente involutasi naufragando nel nervosismo.

Miracolo 3: Dispensare calma
Undici espulsi ed un monte squalifiche simile all’Everest sono un fardello che graverà sul Catania anche alla ripresa del campionato. Serve calma, checché se ne dica della gestione arbitrale. E per raggiungere la calma servono consapevolezza e certezze.

Miracolo 4: Dare un gioco
Da diciotto mesi il pubblico non vede trame di gioco equilibrate e gradevoli. Troppi gol presi o troppo pochi realizzati, a secondo del verso in cui la coperta corta è tirata. Neanche Sannino è riuscito a dare un’identità costante alla squadra, capace di farla rendere tanto in casa che in trasferta.

Miracolo 5: Sfatare il tabù trasferta
Due soli punti conquistati nell’intero girone d’andata fanno del Catania il fanalino di coda per rendimento esterno. Rimprovero numero uno, almeno ufficiale, alla gestione Sannino. Da sempre punto debole del Catania.

Miracolo 6: Andare d’accordo con Ventrone
Il preparatore atletico, al centro delle polemiche per i tanti infortunati, non era amicone né di Pellegrino e né di Sannino. Trovare il modo di tenerselo buono pare debba essere la prima preoccupazione dell’allenatore. Unica via, dire signorsi ed adeguare il proprio metodo di allenamento al metodo di preparazione del prof. Ventrone. A differenza di quel che accade altrove, l’opposto.

Miracolo 7: Recuperare gli infortunati
Il conto finale, nella sola andata, parla di 26 infortuni muscolari. Recuperare gli attuali infortunati, poi cercare per quanto possibile di non perdere nuovi elementi. Specie i rinforzi che arriveranno dal calciomercato.

Miracolo 8: Calciomercato
Le lacune d’organico, mai ammesse da Cosentino, sono state evidenziate dal presidente Pulvirenti. Promessi rinforzi di sicuro affidamento. La consulenza del tecnico giocherà un ruolo importante per indicare chi e dove andar a prendere e chi mandare via, a prescindere da dove.

Miracolo 9: Rilanciarsi
Due esoneri in una sola stagione. Due fallimenti. Fermo da un anno e mezzo. A conti fatti, la carriera di Marcolin-allenatore era ad un morto prima della chiamata del Catania. La grande occasione, l’ultima forse, per dimostrare il proprio valore anche da tecnico, non solo da tattico. Arriva in un momento in cui nessun club più gli aveva dato fiducia.

Miracolo 10: Ridare speranza alla classifica
E’ il miracolo dei miracoli. Punti, servono punti. La somma, a Febbraio, dirà quanto è cambiata la squadra ed a cosa potrà ambire in un torneo davvero mediocre, in cui le squadre di testa potrebbero uscire più indebolite di quelle in coda. E dove sarà forse più dura lottare per non retrocedere che per salire in serie A, come dimostrato la scorsa stagione.

Miracolo 11: Non lamentarsi mai
In un contesto disastrato, col pubblico sul piede di guerra, quando e se parlerà ai microfoni della stampa dovrà stare attento a non fare mai riferimento all’operato della società in senso critico. E non è un miracolo da poco.

Miracoli, undici, non poi troppo diversi da quelli compiuti proprio da Mihajlovic con vince Marcolin. Era la stagione 2009/10, il Catania dato per spacciato in fondo alla classifica, risalì la china con un girone di ritorno da media Europa League. Marcolin ha visto come si fa, adesso tocca a lui, solo a lui riuscire nel miracolo.

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Grafica a cura di: Roberto Finocchiaro sulla base di: