Dodici giorni di lavoro, ventuno partite davanti. Che si tratti di corsa promozione o salvezza, Marcolin dovrà realizzare i miracoli per riuscire a cavare fuori qualcosa di buono dal disastro in corso: ricompattare la squadra, infonderle carattere, dispensare calma, dare un gioco, sfatare il tabù trasferta, andare d’accordo con Ventrone, recuperare gli infortunati, collaborare al calciomercato, rilanciarsi, ridare speranza alla classifica, non lamentarsi mai. Mihajlovic ci riuscì, adesso tocca al suo ex vice, Marcolin.
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Catania, da modello a zimbello? Rischio vicino. Marcolin è il settimo tentativo per frenare la caduta
4 gennaio 2015
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C’era una volta “Il Piccolo Barcellona rossazzurro” di Vincenzo Montella. Sembra preistoria, invece è storia recente; concluso l’annus horribilis del Catania targato Pulvirenti-Cosentino, la società etnea corre ai ripari durante questa sosta, mai tanto provvidenziale per ridisegnare tutti gli assetti. Si comincia dall’allenatore, Dario Marcolin. Basterà? E’ il settimo allenatore cambiato in una stagione e mezzo. Mentre il preparatore non si tocca. Parola al campo. Nel frattempo i commenti della stampa nazionale sono impietosi: Da società modello, a club che nel giro di diciotto mesi ha distrutto quanto fatto di buono dal 2005 ad oggi.
Massimino vuoto: «Successo doloroso per far capire a PLV quale sia il bene del Catania. La risorsa siamo noi!»
29 dicembre 2014
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La protesta del “Non entriamo” amplia il successo ottenuto sabato. Pioggia e sconforto post-Cittadella calcano l’effetto del malcontento. Meno di 3000 spettatori, oltre 350 tifosi fuori dalla curva nord a protestare: “Pulvirenti cacci Cosentino o vada via. E’ per il bene del Catania. Dagli esiti di questa protesta dipende il futuro. Non è solo la curva, ma tutta Catania a protestare”. Dopo un’ora, la pioggia battente scioglie l’assemblea che si aggiorna al 7 Gennaio. L’aneddoto di una voce fuori dal coro
ESCLUSIVA Baiocco: “Capisco i tifosi che protestano. Troppi infortuni, tanti problemi ed errori. La A è ancora possibile”
27 dicembre 2014
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Chiacchierata sul momento poco esaltante che si sta vivendo in casa etnea con il numero 17 per antonomasia, l’indimenticato Davide Baiocco: “Quando una stagione inizia male è difficile cambiarla. Ci si può riuscire solo col lavoro, ma cambiare più volte l’allenatore non aiuta. Tanti sono i problemi da risolvere, dagli infortunati a quelli di natura tecnica e fisica. Il calciomercato può aiutare se concordato con l’allenatore. Capisco la protesta dei tifosi. Ben venga purché civile. Se protestano è perché ritengono valga il bene del Catania, e poi non hanno altra maniera per far sentire la loro voce”.
La domenica del “Non Entriamo”: “Pulvirenti cacci Cosentino, Moggi e Ventrone, poi..”
27 dicembre 2014
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Pronta la domenica di protesta: Ore 10 in Piazza Dante, ore 13:30 in Piazza Spedini. La piazza rinnova le sue ragioni: “Quattro colpi di calciomercato non fermeranno la protesta, il cui obiettivo è salvare il Catania da questa fallimentare gestione. Se è ancora Pulvirenti a decidere lo dimostri cacciando Moggi, Cosentino, Ventrone. Se a decidere tutto è invece Cosentino, non dialoghiamo con lui, sarebbe meglio l’avvento di nuovi proprietari”.
Prof.Mariani:«Certi allenamenti e preparazioni danneggiano i giocatori ed aumentano il rischio di infortuni muscolari»
26 dicembre 2014
Il prof. Mariani, chirurgo ‘angelo custode’ dei giocatori infortunati, ha recentemente affrontato un tema di assoluta attualità per il Catania ed i suoi tifosi: “L’aumento degli infortuni muscolari”. Colpa dei metodi militari di Ventrone o di allenatori e staff medico? Mariani afferma: “Deve esserci comunicazione, ma certi allenamenti e preparazioni possono danneggiare il calciatore ed aumentare gli infortuni muscolari. Meglio nuove e più sensibili metodiche di allenamento”.
Il discorso di P.zza Dante: “E’ la protesta della città, non della curva. Siamo forti, stiamo uniti, restiamo fuori!”
26 dicembre 2014
Il discorso tenuto in Piazza Dante martedì sera: “Il seguito ottenuto dalla protesta dimostra come non sia la protesta della curva nord ma di Catania intera. Non crediamo più a Pulvirenti, prometteva ieri la salvezza come oggi promette la A. Vogliamo che dimostri di avere, coi fatti, la forza di un presidente. Ma nel suo silenzio leggiamo l’ammissione della sua colpa e delle sue debolezze. Restiamo uniti, fermi nella decisione di non entrare, forti della dignità che ci dà l’essere tifosi del Catania. E’ dal risultato di questa protesta che dipende il futuro del Catania, non da quelli che arrivano sul campo”.
Stavolta è Piazza Dante a urlare di “Non Entrare”. Domenica striscione in Curva Nord
24 dicembre 2014
Alle spalle, il successo della protesta che ha tenuto lontani dal Massimino 7000 tifosi. Nella riunione del martedì, Piazza Dante stavolta non decide d’impeto ma valuta ed a maggioranza sceglie, immutate le prerogative della protesta, di continuare a “Non entrare” al Massimino e chiedere ad ogni tifoso d’ogni settore di unirsi alla contestazione. Domenica , in occasione della sfida al Carpi, l’intenzione è anche di posizionare uno striscione all’interno della curva Nord.
Catania-Infortuni: 25 muscolari, 15 in partita, Marcelinho e Calaiò unici superstiti. Di chi è la colpa?!
23 dicembre 2014
Infortuni. colpa dell’allenatore o del preparatore? Tre i parametri rilevanti sull’addebito delle maggiori responsabilità. Monte infortuni, già 25 muscolari da inizio anno; elenco dei giocatori disponibili di partita in partita; numero di infortuni nel corso della partita. Al lettore trarre le conclusioni del caso.
Ora è colpa dei tifosi? Pellegrino-nervoso ci ‘rimette la faccia’ (al posto della società)
21 dicembre 2014
Le parole di Pellegrino, neo-ex allenatore del Catania, ex-neo responsabile delle giovanili, sembrano affibbiare ai tifosi assenti la colpa dei venti minuti senza idee né forze costati il risultato. Probabilmente è stato frainteso. Sarebbe bastato però dire no per evitarlo, e chissà se in panchina e poi in conferenza non ci sarebbe finito Ventrone o qualcuno dei contestati dirigenti. E Adesso, a volere “rimetterci la faccia” (come dice lui stesso), al posto di questa società, rischia di cadere vittima di un nuovo fraintendimento..
Più assenti che presenti: Da 10.000 abbonati a 7.000 contestatori
20 dicembre 2014
Al Massimino sono più gli assenti che i presenti. Oltre 7000 tifosi scelgono di non entrare per la gara contro il Brescia. Sono la maggioranza del tifo. In 600 protestano fuori dalla Nord urlando la propria indignazione verso le scelte del presidente Pulvirenti e l’operato dei suoi collaboratori, quali Cosentino e Ventrone. Aria di contestazione anche per la prossima in casa, l’ultima dell’anno.






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4 gennaio 2015
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